Sono Nadia,
Danzaterapeuta Clinica e
appassionata di Alchimia Trasformativa
Cominciamo dall’inizio, o almeno da quello che sembra l’inizio.
Ho trascorso più di vent’anni a lavorare nel mondo creativo — graphic design, moda, comunicazione — costruendo, progettando, trasformando idee in forme visibili.
Poi, ad un certo punto, ho capito che la vera trasformazione che mi interessava non stava sulla carta o sullo schermo. Stava nel corpo. Nelle persone. Nel movimento.
E così ho fatto quello che faccio sempre quando qualcosa mi accende la curiosità: mi sono tuffata dentro, con tutto me stessa.
Il Percorso che mi ha portata qui
Ho completato la Formazione Triennale in Danzaterapia Clinica, affiancata da un percorso personale profondo che abbraccia la Danzaterapia, la BioDanza, i 5 Ritmi e il Movement Medicine.
Non sono arrivata alla Danzaterapia per caso o per esclusione. Ci sono arrivata danzando, letteralmente e metaforicamente.
Prima di intraprendere la formazione, ho fatto un percorso personale lungo e profondo come praticante (a Malta, dove ho vissuto per 6 anni): è stato quel lavoro su me stessa, nel corpo e attraverso il corpo, a mostrarmi quanto la Danzaterapia potesse diventare trasformativa.
Ho camminato 800 km sul Cammino di Santiago (dalla Francia alla Spagna), ho corso la Maratona di Marrakech nel 2015 e sono sopravvissuta per raccontarlo.
Il corpo come strumento di conoscenza non è per me un concetto astratto: è una consapevolezza guadagnata sul campo, o meglio, sul sentiero.
Oggi? Sono probabilmente nella mia peggiore forma fisica di sempre, e lo dico con un sorriso, non con vergogna.
Perché una delle cose più preziose che la Danzaterapia Clinica mi ha insegnato è esattamente questa: non si tratta di essere “in forma”, né di essere “a posto” o “perfetti”.
Si tratta di essere presenti a ciò che si è, adesso, in questo corpo, in questo momento.
Siamo tutti costantemente in cammino e la Danzaterapia Clinica ci accoglie esattamente qui, dove e come siamo.
Ho esplorato la PNL (Programmazione Neuro Linguistica), PSYCH-K® (una metodologia che, attraverso principi mutuati dalle neuroscienze, lavora a livello subconscio per trasformare credenze limitanti in risorse, favorendo un maggiore allineamento tra mente, corpo e azioni), l’Alchimia Trasformativa, la Psicologia Esoterica e tecniche avanzate di Ascolto Attivo, perché prima di muoversi, bisogna saper stare fermi e ascoltare/ascoltarsi.
Alchimia Trasformativa: la mia bussola.
C’è un filo che attraversa tutto il mio lavoro e la mia vita: la convinzione che ogni essere umano porti in sé la capacità di trasformarsi.
Non di cambiare in qualcosa di diverso da sé, ma di diventare più profondamente se stesso.
Questa è l’Alchimia Trasformativa che guida il mio approccio, un processo che non impone dall’esterno, ma che accompagna dall’interno.
Anche ciò che crea resistenza, che genera emozione, che disturba o sorprende, non è un ostacolo: è già materiale prezioso, uno spunto da esplorare.
Come nell’alchimia antica, non si tratta di aggiungere qualcosa che manca, ma di portare alla luce ciò che già esiste, sciogliere ciò che si è cristallizzato, e permettere a nuove forme di emergere.
Il corpo è il laboratorio. Il movimento è il linguaggio. Tu sei l’alchimista di te stesso, io sono qui per tenerti compagnia nel processo.
La curiosità come strumento terapeutico.
Lo ammetto: sono irrimediabilmente curiosa.
Una lettrice “dipendente” (autodefinizione), una che se non sa come si fa una cosa la impara, una che ha studiato danzaterapia, moda, marketing, video editing, project management e creazione di font, non perché abbia la sindrome da collezionista di corsi, ma perché il mondo è straordinariamente interessante e la connessione tra le cose mi affascina quanto le cose stesse.
Questa curiosità non resta fuori dalla stanza quando lavoro: entra con me.
Mi permette di stare in ascolto senza presupporre, di osservare senza giudicare, di accompagnare ogni persona nel suo percorso unico senza volerlo ricondurre a una mappa già disegnata.
Cosa troverai qui.
Uno spazio in cui il movimento non è decorativo, ma trasformativo. In cui il corpo non è separato dalla mente e dall’anima, ma è il loro punto di incontro. In cui puoi permetterti di essere esattamente chi sei, proprio dove sei, e scoprire dove potresti andare.
Se sei curiosa/o anche tu, siamo già sulla stessa frequenza.
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